Annachiara Melito

Consigli

Trasformare una casa in liquidità: quando vendere è la scelta giusta

Stanza vuota con pavimento in legno e pareti chiare

Capita spesso: una seconda casa che nessuno usa, un appartamento ereditato che resta chiuso, un immobile affittato che rende poco e dà pensieri. Sulla carta è un patrimonio. Nella pratica è capitale immobilizzato, che ogni anno chiede soldi invece di darne.

Non sto dicendo che vendere sia sempre la risposta. Sto dicendo che vale la pena fare il conto, perché quasi nessuno lo fa davvero.

Quanto costa tenere una casa ferma

Metti sul tavolo, a mente fredda, tutte le voci di un anno:

  • IMU: sulle seconde case si paga, e su un immobile inutilizzato è un costo puro;
  • spese condominiali, che si pagano anche a porte chiuse, incluse le rate dei lavori straordinari;
  • TARI e utenze minime per tenere l’immobile agibile;
  • manutenzione: una casa disabitata si degrada più in fretta di una vissuta — infiltrazioni, umidità, impianti che si guastano;
  • assicurazione e, se è affittata, il rischio di morosità o di dover rientrare in possesso dell’immobile.

Sommate, queste voci arrivano facilmente a qualche migliaio di euro l’anno. Sono soldi che escono da un bene che, nel frattempo, non produce nulla.

Affittare o vendere?

L’affitto ha senso quando l’immobile è in buono stato, si trova in una zona con domanda stabile e tu hai tempo (o qualcuno che lo gestisca per te). Il rendimento va però calcolato al netto: dal canone annuo togli IMU, condominio a tuo carico, manutenzione, periodi di sfitto e tassazione. Quello che resta è il vero rendimento — spesso più basso di quanto ci si aspetti.

La vendita ha senso quando: l’immobile richiederebbe interventi importanti per essere affittabile o abitabile; è lontano da dove vivi; ci sono più proprietari e le decisioni sono complicate; oppure quando quei soldi ti servono adesso per qualcosa che conta di più.

Cosa ci si fa, con quella liquidità

Le situazioni che incontro più spesso a Roma sono queste: chiudere un mutuo o dei debiti e liberare il bilancio familiare; aiutare un figlio a comprare casa; comprare una casa più adatta a come si vive oggi, magari più piccola e senza scale; dividere in modo pulito un’eredità fra fratelli senza litigare per anni; oppure semplicemente mettere da parte una riserva che dorme tranquilla.

Il punto che quasi nessuno considera: quanto ti resta

Nel modello tradizionale, dall’incasso della vendita si scala la provvigione dell’agenzia. Sul mio percorso questa voce non esiste: chi vende non paga commissioni e il prezzo pattuito è quello che arriva a te. Non paghi la valutazione, non paghi il servizio fotografico, non paghi l’assistenza fino al rogito. Ti spiego il meccanismo per intero nell’articolo Vendere casa senza commissioni.

Restano a tuo carico solo alcune voci tecniche, quasi sempre modeste: le trovi elencate in Quanto costa vendere casa.

In quanto tempo si vedono i soldi

Il saldo del prezzo avviene al rogito, davanti al notaio, contestualmente al passaggio di proprietà e alla consegna delle chiavi: assegni circolari o bonifico, con l’importo garantito. Prima ci sono la proposta, l’accettazione e — se l’acquirente compra con mutuo — i tempi della banca. Nel complesso, dalla proposta accettata al rogito passano di solito fra i due e i quattro mesi: il percorso dettagliato è in Dalla proposta al rogito.

Se hai un immobile fermo e vuoi capire che cifra avresti in mano, partiamo dal numero: la valutazione è gratuita e non ti impegna a nulla. Sapere quanto vale è utile anche solo per decidere di tenerlo.

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